Occhi lontani

Freddo.

Una fredda bara di buio

ogni stanza desolata.

 

Gli oggetti senza il tepore di una carezza

impiccati alla loro solitudine

 

sospesi ad un cieco abbandono.

 

Neppure un odore, nessun fermento

solo il silenzio

il silenzio intirizzito

che possiede e sigilla

bloccando ogni movimento

impedendo ogni azione

 

Il continuo presente

di chi è assente.

Guardano da effigi esposte

 

globi di ghiaccio come sguardi

 

gli occhi lontani

ad altezze siderali

con distacco vietato

simulacro di partecipazione.

 

Chi è arrivato da poco

è posseduto dalla morta pozza

del freddo inerte

che ristagna.

Per lui non c’è presente.

Solo un fermo passato

evoluto in previsto futuro,

il levigato ricordo

in forma di profezia.

Ma proprio lui non può restare,

lui deve andarsene

espulso dalle cose che cerca

 

il suo arrivo e la sua sosta

un’esperienza da concludere presto

 

un’indagine da dimenticare subito

senza tentazioni

di un nuovo ritorno.

 

F. Rigon, Dimore 

Occhi lontaniultima modifica: 2008-02-23T19:02:36+01:00da oberdan2
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