Occhi lontani

Freddo. Una fredda bara di buio ogni stanza desolata.   Gli oggetti senza il tepore di una carezza impiccati alla loro solitudine   sospesi ad un cieco abbandono.   Neppure un odore, nessun fermento solo il silenzio il silenzio intirizzito che possiede e sigilla bloccando ogni movimento impedendo ogni azione   Il continuo presente di chi è assente. Guardano da … Continua a leggere

Pavimento

I passi trascinati hanno consumato il cielo   hanno condotto la vita su perimetri definiti di uno specchio che riflette il transito delle nuvole.   Mai una nuvola può essere uguale alla precedente   mai un pensiero si ripete identico a quello che occupò il suo posto. Mai una mattonella una tessera un bàsolo   saranno uguali dopo il passaggio … Continua a leggere

Venetico II

Mi coglie il sonno della terra e con sé mi porta indietro dove una memoria non più soltanto umana unisce momenti diversi di questa nostra specie. Chi fosti tu, chi sono stato io son domande che poniamo al nostro comune futuro, se più saremo, se saremo ancora chi saremo e quando ancora così non più così nell’oblio di noi lasciando … Continua a leggere

Anonima

Ora mi accorgo sentendo pronunciare il tuo nome lontano che da tanto tempo non sogno più   Non sogno di giorno perché la notte del mio buio è una distesa prateria di quiete senza venti e qualche figura d’ombra inoffensiva e svelta a una meta.   Da quanto tempo, non lo so. Deve essere cominciato piano, giorno dopo giorno un … Continua a leggere

Dove?

Dove si trova la bellezza? Nelle grandi cose che, come le altre, sono destinate a morire, oppure nelle piccole che, senza nessuna pretesa, sanno incastonare nell’attimo una gemma d’infinito?

Dimenticare

Quando si è stati a lungo tormentati e fiaccati dalla propria sensibilità, ci si accorge che bisogna vivere alla giornata, dimenticare molto, e dare un colpo di spugna alla vita a mano a mano che passa.  N. Chamfort

Speranza e Paradiso

Affermava Chamfort che la speranza è davvero il peggiore dei mali e che egli aveva cominciato ad essere felice nel momento in cui l’aveva perduta; gli sembrava pertanto una grande stupidaggine ciò che Dante aveva scritto sulla porta dell’Inferno: “Lasciate ogni speranza voi ch’intrate” sarebbe stato meglio scriverlo su quella del Paradiso…! 14.V.1999